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Archive for ottobre 2010

Un problema di forma mentis

Viaggiando per la rete si sa si legge, si legge e a volte ci si imbatte in fenomeni abbastanza singolari, soprattutto nei blog, ho letto parecchi blogger, specializzati, in una sola cosa, la critica, e per critica non intendo quella critica costruttiva, benevola volta a dare un’opinione precisa e magari un’alternativa o un consiglio riguardo a qualcuno, al lavoro svolto da quel qualcuno o a una decisione di quel qualcuno. Molto spesso nei blog trovo invece critiche al limite dell’invettiva, in cui si demolisce il lavoro “artistico”, “umano” e anche la personalità e l’essenza delle cose riducendone la profondità e la complessità ad una serie di semplificazioni rafforzate da un ideologia spicciola spesso anche reazionaria nel senso che impone un punto di vista su qualsiasi cosa, e se non condividi quel punto di vista sei automaticamente rigettato, insomma una cosa che sembra scritta da oriana fallaci in sindrome premestruale. Ci sono molti blog che esprimono questo tipo di articoli, ed alcuni possono essere anche condivisibili, ma non è tanto il contenuto a preoccuparmi sebbene a volte gli oggetti delle critiche possano essere cose che io personalmente apprezzo( jovanotti, marco travaglio, nichi vendola, elio e le storie tese, il cinema di steven spielberg, etcetera) ma è la forma, ovvero non è il cosa ma il come.

Ed è una forma mentis dovuta ad una cultura prettamente televisiva, ne sono esempi il pensiero che esista una cosa pura e artistica che va osannata e adorata e di cui vanno stimati gli apprezzatori, e una cosa commerciale sporca creata dalle industrie per fare soldi che va criticata e di cui vanno criticati anche i fan (questo esempio vale soprattutto per i gusti musicali), oppure molto spesso il contenuto è questo intellettuale ha detto questa cosa di quest’altra cosa per cui io, che sono intellettuale, sono d’accordo con lui (ed ecco ad esempio come si diffonde l’idea sul ’68 creata dall’affermazione straripetuta di Pasolini sulla manifestazione di valle giulia, senza contare che se non ci fosse stato il sessantotto ne il sottoscritto ne la sua progenitrice sarebbero potuti andare all’università), un altro modo per criticare a muzzo una cosa è non capire una mazza di quella cosa, ma non capirla da intellettuali, e quindi fare un ragionamento del tipo questo sta dicendo delle minchiate perchè io non capisco questa cosa, (l’esempio più lampante è la reazione della dichiarazione di Nichi Vendola: ” io darei la possibilità di adozione ai single” in cui un blog di presunto stampo LGBT dichiarava che l’affermazione era contraria ai diritti delle coppie LGBT, poichè Vendola si stava parando il culo cercando voti nella direzione degli ambienti cattolici; non ho la citazione diretta ma era un ragionamento di questo tipo).

Questo modo di ragionare, fa fondamentalmente due danni, in primo luogo crea un modo di pensare in cui l’essere sapienti, intellettuali, fighi, vuol dire sommamente criticare e demolire qualcosa, (sto parlando di critiche a cose criticabili una notizia dovrebbe sempre esporre fatti non critiche). Criticare non serve a nulla, in se serve se si ha qualcosa da proporre, se  si è preparati e se si ha esperienza, se si vuole migliorare la situazione, se si vuole far riflettere la gente, questo è il compito della critica, molto spesso quello che leggo io, sono appunto sfoghi di pancia scritti con la retorica del dito puntato da suffragette isteriche o novelli savonarola, che non capiscono la metà del mondo che gli sta girando attorno e preferiscono con le loro comari stare a ciciarare piuttosto che darsi una mossa.

L’altro danno fondamentale è distruggere i miti, non sto parlando di justin bieber o di twilight, sto parlando di artisti, mezzi, politici, canzoni, che possono seriamente cambiare un pochino le cose, affermare che che guevara era un assassino, o che i partigiani erano assassini, anche se fosse considerato storicamente corretto( se si pensa che in guerra è naturale uccidere la gente lo è), lo potrebbe essere moralmente? distruggere un mito, significa fondamentalmente far ricordare che tutti siamo uomini e commettiamo errori e in questo modo però si distrugge parte della speranza tutta umana e in quanto umana realizzabile di cambiare, di rinunciare ai nostri errori e di creare una società migliore anche se basata su falsi miti, d’altronde cosa sono le gesta eroiche degli antichi greci e latini se non cose normali anzi normalissime che sono state esagerate tramite la narrazione orale?

Cosa si può fare dunque? innanzitutto bisogna capire quali possono essere le rappresentazioni sociali e totemiche che possono portare a qualcosa di buono e quali no, e per questo bisogna come dice calvino “Distinguere ciò che è inferno da ciò che non lo è e farlo durare e dargli spazio” pur sapendo che ci deluderà noi abbiamo dato il la ad un processo che avrà conseguenze che non si possono prevedere ma che porterà il cambiamento e con esso qualcosa di completamente diverso, nuovi problemi, nuove lotte, nuovi dibattiti e anche forse un nuovo inferno, ma che altri saranno in grado di scrutare e di creare da esso nuove realtà il mondo è un eterno mutare accettiamo il cambiamento, viviamolo impegnandoci con le nostre idee, prepariamoci a discuterle e a cambiarle e costruiamo i nostri castelli di sabbia con l’assoluta certezza che verranno distrutti dalla corrente e che per questo li si dovrà ricostruire, e però con il dovuto coraggio di non arrendersi mai alla corrente, poichè è questo che ci fa soffrire, la tristezza di una cosa andata a male e l’arrendersi al fatto che una cosa potrebbe andare male, e queste due categorie, sono sintomatiche non solo degli stati ansiosi e depressivi, ma anche dei cittadini di un paese di nome italia in cui i vecchi si vedono portate via le cose per cui hanno lottato e i giovani non combattono per riaverle. Bisogna soffrire! Bisogna lottare con le unghie e con i denti per quello che crediamo valga la pena altrimenti non ci sarà partito movimento leader politico che tenga, noi scegliamo il nostro destino, e noi possiamo fare la differenza.

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