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Un tramonto sul mare

Voglio scrivere di questo tramonto sul mare, e pensare che quando qualcuno ne leggerà sarà per lui come vedere un quadro, e voglio che ne  veda ogni pennellata e ogni luce voglio che senta lo scrosciare delle onde sulla scogliera, la luce fioca del tramonto, l’ombra del faro che si staglia su di essa, e una piccola barchetta all’orizzonte che sta rientrando, e il mare più di tutti padrone assoluto di questa scena, il mare che attraverso i suoi flutti, le sue reti gettate a pescare, i bambini che giocano sulla spiaggia, gli amanti che fanno il bagno di notte.

E raccontare un sacco di storie della spiaggia, storie del mare , storie di taverna, storie di gentiluomini di fortuna, e il sale sulla pelle e le vele spiegate e i calli sulle mani di chi per tutta la vita ha avuto a che fare con cime e timoni, e le vecchie pipe di vecchi marinai e forse non solo marinai, e bandiere colorate ed altre scure con teschi, e poi aviatori sul mare aviatori con giubbotti di pelle e sciarpe bianche. E tutto questo sono storie, castelli di carta, castelli in aria, castelli di cartapesta in aria che volano, abitati da maghi potenti e dai loro amori, affetti che incrinano la realtà, e tutto attorno il blu e nel blu l’accoppiamento selvaggio di potenti dei primordiali, un’antichità che non ricordiamo, ma che si fa sentire con il sale sulla nostra pelle, e si fa vedere nella bellezza del mare che esce.

Abbiamo ancora diritto ad un cielo stellato? E ad un mare blu? E hanno ancora diritto il cielo e la terra di accoppiarsi ora come un tempo e di dare vita a noi e ai nostri dei ? E voi dopo tutto questo sentite il sale sulla pelle?

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Dunque, questo è il mio spazio personale, da qui penso che scriverò quanto potrò e quanto vorrò far sentire di me e del mondo al volgo. Per ora non ho molte cose da dire, però le so dire molto bene.